Giro dell’ovest

Proposta di viaggio:

1° giorno:  Los Angeles

Una delle cose migliori che possiate fare una volta giunti a Los Angeles è sapere cosa fare, dove andare, cosa vedere. La città è immensa e viste le dimensioni è impossibile visitarla in breve tempo. E’ quindi indispensabile avere chiare destinazioni e punti di riferimento.
LosAngeles 2Il mezzo migliore con cui spostarsi è, indubbiamente, l’automobile, anche se i mezzi pubblici funzionano bene nelle aree del centro e di Hollywood. Una delle mete predilette rimane Disneyland, ad Anaheim. Vale la pena di dedicare del tempo alla zona di Beverly Hills e a quella di Hollywood, da dove, arrivando all’ Hollywood Vista Point, è possibile abbracciare con uno sguardo tutta Los Angeles, compresa la collina su cui campeggia la famosa scritta “HOLLYWOOD”. Da non perdere anche i famosissimi “Universal Studios” all’ interno dei quali un’intera giornata vola letteralmente, la cittadina di Santa Monica, con la sua spiaggia e il suo molo e la passeggiata di Venice Beach, tra bancarelle e ristorantini.

2° giorno:  Los Angeles – Palm Springs – Barstow (213 mi)

Palm Springs è la città principale delle zone desertiche. Il primo albergo vi fu costruito nel 1886 e, alla fine del secolo, era già diventata un fiorente centro termale. Ben presto divenne una località alla moda per le vacanze delle celebrità. Le due principali vie commerciali del centro sono Palm Canyon Drive e Indian Canyon Drive, piene di ristoranti, negozi e gallerie d’arte. La Palm Springs Aerial Tramway copra un percorso di 4 km con una funicolare che sale per quasi 1800 metri fino ala Mountain Station della Mount San Jacinto Wilderness State Park.
A Barstow è possibile visitare il Mojave River Valley Museum e il Desert Discovery Center, dove è custodita la Old Woman Meteorite, il secondo meteorite più grande mai ritrovato negli Stati Uniti, nelle Old Woman Mountains nel 1975. Si percorre un tratto della Old Route per arrivare alla Storica Stazione Ferroviaria di Harvey House. Poco distanti si trovano il Route 66 Museum e il Museo della Western American Railroad.
Uscendo da Barstow, a nord-est, si trova la Calico Ghost Town, composta da alcuni edifici dell’Ottocento e da edifici ricostruiti in tempi recenti per i turisti.

3° giorno: Barstow  - Kingman (216 mi)

Nel tragitto che da Barstow porta a Kingman è possibile percorrere, per lunghi tratti,  la Old Route 66, toccando Topock e Oatman. A Kingman si trova l’Historic Route 66 Museum e, poco distante, il piccolo Locomotive Park che ospita una locomotiva del 1928, la Santa Fe Locomotive, che, per oltre 20 anni ha viaggiato tra Los Angeles e Kansas City. Nel 1987 è stato aggiunto anche un vagone. Il Downtown di Kingman ospita, inoltre, più di 40 edifici inseriti nel National Registry of Historic Places.

4° giorno: Kingman – Seligman – Williams (via Old Route 66) – Flagstaff (167 mi)

Da Kingman, percorrendo la Old Route 66 in direzione Flagstaff, si trova il famoso “Hackberry General Store”, una Hackberry_General_Storesorta di museo della vecchia Route 66 pieno di mappe, libri , segni e reperti relativi alla storica Route 66, corredati da una grande collezione di memorabilia di ogni genere. La Route 66 prosegue attraversando Valentine e Peach Springs fino a Seligman, una tipica cittadina dove la maggior parte delle aziende sono raggruppate sulla vecchia strada che la attraversa da parte a parte. Ha molti alberghi e cii sono anche alcuni posti per mangiare e, naturalmente, negozi di souvenir, quasi tutti legati alla strada madre.
Williams è una deliziosa cittadina ricca di attrazioni, attraversata dalla Route 66. Il centro è ricco di locali ed hotel. Inoltre è il luogo di partenza della Grand Canyon Railway: un treno restaurato che porta da Williams direttamente al Grand Canyon mentre il personale intrattiene i passeggeri. E’ sede del Bearizona Drive Thru Wildlife Park, un parco in cui è possibile vedere gli animali nel loro ambiente naturale.
Flagstaff è un’altra graziosa città attraversata dalla ROute 66, con un centro storico pieno di begli edifici risalenti al 1890 circa che ospitano bar e ristoranti. La vitalità della città si deve in gran parte alla presenza della Northen Arizona University. A Flagstaff si trova il Lowell Observatory, su Mars Hill, l’osservatorio da cui venne scoperto Plutone.

5° giorno: Flagstaff – Grand Canyon – Flagstaff (147 mi)

Grand CanyonDa Flagstaff, in circa un’ora e mezza, si arriva all’ingresso meridionale del Grand Canyon, il South Rim. Il Grand Canyon è  una delle mete più famose non solo dell’Arizona, ma degli interi Stati Uniti;  dichiarato Patrimonio dell’Umanità, copre un’area di 4930 kmq. Nel Saouth Rim le due strade principali sono la Hermit Road e la Desert View Road, che portano entrambe al Grand Canyon Village, che offre una vasta gamma di hotel, ristoranti e negozi. Il villaggio è il punto di partenza della maggior parte delle escursioni e capolinea della Grand Canyon Railway.

6° giorno: Flagstaff – Meteor Crater – Winslow – Holbrook – Petrifed Forest N. P. – Gallup (260 mi)

A circa 40 miglia ad est di Flagstaff si trova il Meteor Crater, un cratere meteoritico largo circa 1200 metri e profondo 170, generato circa 50.000 anni fa dall’impatto di un meteorite di 25-30 metri. Il sito è visitabile con percorsi all’esterno, inoltre c’è un piccolo museo una sala multimediale, un negozio di souvenir e un moderno visotor center.
Proseguendo sulla Route 66 si incontra Winslow, un piccolo centro citato dagli Eagles in “Take it easy” del 1972. Nella seconda strofa il testo recita “Well I am standing on a corner in Winslow, Arizona” (“Sono fermo ad un angolo a Winslow, Arizona”). Per via di questa canzone la cittadina ha realizzato la statua in bronzo di un chitarrista e un murale che ricordano l’episodio citato nella canzone. La statua si trova in prossimità dello “Standin’ on the corner Park”.Petrified Forest NP
Superata Holbrook, dove si trova il pittoresco Wigwam Motel, con le sue camere posizionate all’interno di enormi tepee e le sue auto d’epoca all’esterno, si arriva al Petrified Forest National Park,  dove è possibile ammirare una serie di ceppi di tronchi fossili preistorici disseminati sul terreno. Per tutta la lunghezza della “foresta” corre il Painted Desert, costituito da strisce di sabbia colorata e da rocce che cambiano colore nell’arco della giornata. E’ possibile percorrere una strada panoramica di 45 km che attraversa il parco e dispone di 9 punti panoramici.

7° giorno: Gallup – Chaco Culture National Historical Park – Aztec – Durango (208  mi)

Uno dei siti archeologici più interessanti del Sud-Ovest è il Chaco Canyon. I suoi sei grandi Pueblo con centinaia di stanze e i molti siti più piccoli rendevano il canyon un centro politico e religioso e culturale degli insediamenti di tutta l’area. Una strada circolare asfaltata passa accanto ai principali luoghi di interesse: la fermata principale e Pueblo Bonito, il maggiore dei Pueblo.
Ad Aztec, nell’Aztedc Riuns National Monument, si possono ammirare i resti di uno dei più importanti villaggi Anazasi del Sud-ovest e un piccolo museo adiacente. Il sito archeologico è delimitato da compatte mura che racchiudono una serie di celle comunicanti usate come abitazioni e magazzini e alcuni Kiva, templi sotterranei.
Durango conserva ancora i saloon della fine del XIX secolo, gli alberghi lungo Main Avenue e le eleganti vlle dello stesso periodo che sorgono in Third Street. Molto interessante è la gita di un solo giorno a bordo dei vagoni della Durango & Silverton Narrow Gauge Railroad: un treno a vapore del 1882 segue un percorso panoramico di 80 km dal fondo valle alle pendici rocciose, sulla via dell’antica cittadina mineraria di Silverton.

8° giorno: Durango – Mesa Verde N.P. (Park Entrance) – Cortez (95 mi)

Mesa Verde fu il primo sito archeologico degli Stati Unit ad essere dichiarato parco nazionale nel 1906. Nascosto nelle profondità del canyon, conta 600 insediamenti delle popolazioni indigene pueblo, abbandonati nel 1300. Le abitazioni vanno da piccole case alle 150 stanze del Cliff Palace. Il parco si può visitare seguendo una visita guidata dei ranger, da Aprile a Novembre, e seguendo sentieri per conto proprio. Il Chapin Mesa Archeological Museum ha un’interessante collezione di vasellame e altri oggetti artigianali.
Cortez, per la sua posizione nelle vicinanze del Mesa Verde National Park, del Four Corners Monument e della Monument Valley, è una sosta comune per i turisti che vogliono visitare la zona. E’ consigliabile assicurarsi di trovare posto per la notte prima di pianificarvi una sosta.

9° giorno: Cortez – Four Corners Monument – Mexican Hat – Monument Valley –  Kayenta – Page (256 mi)

Monument_ValleyPrendendo come pretesto una curiosità geografica, l’unico punto degli USA in cui si incontrano quattro Stati, gli Americani sono riusciti a creare dal nulla un’attrazione turistica, il Four Corners Monument. Su una piccola piattaforma in cemento sono tracciate due linee perpendicolari, che indicano il punto esatto in cui si toccano Utah, Colorado, New Mexico e Arizona. Non serviranno che pochi minuti per vedere questa curiosità.
Superato il minuscolo centro di Mexican Hat, si prosegue in direzione Monument Valley sulla US-163 Scenic Route, da cui si può iniziare ad ammirare le famosissime colline e le Mesas che emergono dallo sconfinato deserto. Il centro informazioni si trova all’interno del Monument Valley Tribal Park, uno dei rari Parchi Tribali americani, gestito cioè direttamente dagli Indiani, in questo caso i Navajo. All’interno del Visitor Center si trova un piccolo museo, un negozio di souvenir e punti ristoro e presso la costruzione una terrazza panoramica si affaccia sulla pianura da cui emergono le famose guglie rocciose, dette butte o mesas. E’ possibile percorrere una strada battuta di 17 miglia, un po’ dissestata, utilizzando la propria auto o pagando il biglietto per un giro su jeep attrezzate.
Lasciandosi la Monument Valley alle spalle e proseguendo sulla Hwy 163 si arriva a Kayenta, da qui, tramite la US 160 e la State Route 98 si raggiunge Page.

10° giorno: Page – Zion N.P. – Las Vegas (277 mi)

Nel cuore dello stupendo Zion National Park si trovo lo Zion Canyon, forse la più celebre di tutte le bellezze naturali dello Utah. Venne scavato dalla forza delle acque del fiume Virgin e poi ampliato, rimodellato e scolpito dal vento, dalla pioggia e dal ghiaccio. Le sue pareti imponenti si ergono fino a 600 metri e hanno la forma di cime frastagliate. Una serie di cartelli conduce lungo i 10 km della strada panoramica che segue il fiume Virgin in un canyon sempre più stretto. D’estate è attiva la navetta lungo la Zion Canyon Scenica Drive e dall’ Information Center fino all’uscita di Springdale.
Las VegasLas Vegas si presenta come un miraggio nel bel mezzo del deserto del Nevada. Il cuore della città , la più famosa del Nevada, è costituito dal Las Vegas Boulevard, meglio conosciuto come “The Strip”. La parte più a sud di questa strada di 6km, che attraversa la città in direzione nord-est, è affollata da una serie di lussuosi alberghi a tema, completi di negozi, ristoranti e casinò. Oltre ai locali dello Strip, offre giganteschi centri commerciali e alcuni musei in centro.

11° giorno: Las Vegas

Giornata dedicata alla visita della città

12° giorno: Las Vegas – Pahrump – Death Valley N.P. – Lone Pine  (241 mi)

Lasciata Las Vegas si attraversa Pahrump per poi dirigersi verso la Daeath Valley, luogo in cui si raggiunge la temperatura media più alta della terra. Il parco è lungo 225 km e sui due lati è circondato da alcune delle cime più alte del continente americano. E’ un paesaggio unico, con delicate formazioni di roccia, canyon levigati dall’erosione e torride pianure saline. Furnace Creek, con il suo centro turistico,  si trova nel cuore della Death Valley: vi sono diversi ristorani e motel, oltre al Death Valley Museum and Visitors Center che illustra la storia naturale e antropologica della regione. Da vedere: Zabriskie Point, Badwater, il punto più basso dell’emisfero occidentale, il Devil’s Golf Course, le colline multicolori dette Artist’s Palette, e le Sand Dunes.

13° giorno: Lone Pine – Bishop – Yosemite N.P. – Mariposa (241 mi)

Lo Yosemite National Park, creato nel 1890, copre 3030 kmq ed è caratterizzato da foreste sempreverdi, prati d’alta quota, nude pareti di granito e corsi d’acqua limpida. Al suo interno vi sono zone montane tra le più belle del mondo. Altre vette, canyon, vallate, alberi enormi e spettacolari cascate contribuiscono a crearne il fascino ineguagliabile.  Vi sono numerose strade, escursioni in pullman, piste ciclabili e sentieri. Yosemite Valley è un buon punto di partenza per visitare il parco, qui si trova il Visitor Center più importante. A circa 1500 m di altezza si staglia la silhouette dell’Half Dome, la roccia diventata simbolo dello Yosemite; l’altra formazione rocciosa più importante è El Capitan, all’ingresso ovest della vallata. Tra i tratti più caratteristici del parco si contano le cascate Yosemite, le più alte del Nordamerica: i due salti misurano, nel complesso, 740 m. Il periodo migliore per vedere le cascate sono i mesi di Maggio e Giugno.  A pochi km dall’ingresso sud si trova il Mariposa Grove, con più di 500 sequoie giganti, alcune risalenti a 3000 anni fa.  Imperdibile è la Tioga Road (hwy 120), che attraversa lo Yosemite da ovest a est e si snoda in n meraviglioso paesaggio di laghi, prati e alte cime e raggiunge a 3000 m il Tioga Pass. La strada è percorribile solo nei mesi estivi, poiché viene chiusa da Novembre a Maggio.

14° giorno: Mariposa – San Francisco (167 mi)

San FranciscoSan Francisco è, dopo New York, la seconda città degli Stati Uniti più densamente popolata, con 750.000 abitanti in soli 122 kmq. Si trova sulla punta di una penisola, circondata dall’Oceano Pacifico a Ovest e dalla San Francisco Bay a Est. Verso Nord il Golden Gate Bridge la collega a Marin Headlands. L’area della Greater San Francisco  comprende le città di Oakland e Berkeley. Essendo una città relativamente piccola è possibile visitare San Francisco a piedi. Sorge su 43 colline che creano spesso pendii molto ripidi e offrono splendidi panorami.
Da non perdere il Golden Gate Bridge, Fisherman’s Wharf, Lombard Street, Union Square, Chinatown, Alcatraz, The Presidio, il Golden Gate Park, Coit Tower  e il Financial District. Assolutamente da fare è un giro sul Cable car, il famosissimo tram funicolare introdotto nel 1873 di cui rimangono in funzione tre linee.

15° giorno: San Francisco

Giornata dedicata alla visita della città.

16° giorno: San Francisco – Monterey – San Louis Obispo (253 mi)

Monterey ha conservato le caratteristiche di porto di pescatori e sede di un attivo mercato. Oggi si possono visitare i quartieri storici ben restaurati o seguire il famoso Jazz festival che si tiene ogni anno a Settembre. Nel centro della città si trova un gruppo di palazzi che forma il Monterey State Historic Park. L’imponente Colton hall fu sede della firma della prima Costituzione dello stato della Californai nel 1849, oggi vi si trova un museo.  A poca distanza sorge la Larkin House, costruita nel 1837: lo stile architettonico di questa abitazione è diventato emblematico del cosiddetto Monterey Style.
Nei pressi si può visitare il Fisherman’s Wharf, un lungo molo che costeggia il porticciolo e su cui si affacciano ristorantini e negozi.
Cannery Row è la famosa stradina costeggiata dalle fabbriche che un tempo lavoravano le sardine. Ora, nei palazzi rimasti e ristrutturati, si trovano ristoranti e negozi.
Lasciata Monterey, la panoramica  Hwy 1, creata negli Anni Trenta, consente di attraversare la più lunga sezione di costa selvaggia della California, Big Sur. Questi 160 km di costa ricchi di cime montuose, scogliere e insenature sono costituiti in buona parte da zone protette da una serie di parchi statali coperti di fitti boschi con fiumi panoramici che sboccano nell’oceano.
San Louis Obispo è una piccola città nella vallata delle Santa Lucia Mountains che crebbe intorno alla San Loius Obispo Mission de Tolosa. Il museo della missione conserva oggetti degli indiani Chumash e oggetti della missione risalenti al Settecento. Oggi è una cittadina vivace, sede del Politecnico dello Stato della California, con concerti estivi in piazza e in cui si tiene un mercato di prodotti agricoli per il quale viene chiuso un tratto di circa un chilometro di strada. Per la via ci sono spesso musicisti e molti ristoranti allestiscono degli stand per vendere vino per strada.

17° giorno: San Louis Obispo – Santa Barbara – Malibu – Santa Monica – Los Angeles (194 mi)

Santa BarbaraSanta Barbara è una città costruita secondo un unico stile architettonico: in seguito al devastante terremoto del 1925 il centro della città venne ricostruito secondo precise indicazioni che imponevano di adottare un’architettura mediterranea. Oggi Santa Barbara è una tranquilla cittadina con una notevole popolazione studentesca che possiede l’unica missione della California, la Santa Barbara Mission, rimasta in funzione dopo la fondazione nel 1786.
Proseguendo verso Los Angeles, riprendendo la Hwy 1, si incontra Malibu, famosa per le sue afose spiagge e anche perché è residenza di molte stelle del cinema e dello spettacolo in genere. A nord i 4000 ettari del Malibu Creek State Park offrono boschi, prati e cascate con aree pic nic e sentieri. Il parco rimase quasi del tutto proprietà della 20th Century Fox fino al 1974.
La spiaggia e il molo di Santa Monica sono, probabilmente, la parte più famosa della città, anche per via del fatto che proprio sul molo, il Santa Monica Pier del 1908, con giostre  e una grande ruota panoramica, ha termine la famosa Route 66. La città, su un’alta scogliera giallastra che domina la Santa Monica Bay, è famosa per i suoi ristoranti, le aree commerciali e l’attivo ambiente artistico. Il territorio cittadino è ricco di parchi, il più bello dei quali è il Palisades Park, su un promontorio che domina l’oceano.

18°- 19°- 20° giorno: Los Angeles

Giornate dedicate alla visita della città.