Legislazioni

Decreto Ministero dei Trasporti – 17/12/2009 – Veicoli di interesse storico e collezionistico

OGGETTO: Disciplina e procedure per l’iscrizione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nei registri, nonchè per la loro riammissione in circolazione e la revisione periodica

Articolo 1
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto sono definiti:
a) veicolo di interesse storico e collezionistico: un motoveicolo o autoveicolo che risulti iscritto in uno dei registri ai sensi dell’articolo 60, comma 4 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 recante “Nuovo Codice della Strada“, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) registri: uno dei soggetti individuati dall’articolo 60, comma 4 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 recante “Nuovo Codice della Strada“, e successive modificazioni ed integrazioni;
c) certificato di rilevanza storica e collezionistica: il certificato di cui all’articolo 215, comma 1 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, recante “Regolamento di esecuzione al Nuovo Codice della Strada” e successive modificazioni ed integrazioni, rilasciato da uno dei registri, e disciplinato dall’articolo 4 del presente decreto;
d) caratteristiche tecniche: le caratteristiche di cui all’articolo 215, commi 2, 3 e 4, del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, recante “Regolamento di esecuzione al Nuovo Codice della Strada” e successive modificazioni ed integrazioni, utili per la verifica di idoneità del veicolo di interesse storico e collezionistico alla riammissione in circolazione, disciplinate dall’articolo 5 del presente decreto e del relativo allegato.

Articolo 2
Ambito di applicazione
1. Il presente decreto disciplina modalità e procedure:
a) per l’iscrizione di un veicolo in uno dei registri, al fine di acquisire la qualifica di veicolo di interesse storico e collezionistico;
b) per la riammissione alla circolazione di veicoli di interesse storico e collezionistico precedentemente cessati dalla circolazione o di origine sconosciuta;
c) per la revisione periodica alla quale sono soggetti i veicoli di interesse storico e collezionistico.
2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano a veicoli che siano repliche ex-novo, ancorché fedeli, di veicoli di interesse storico e collezionistico.

Articolo 3
Iscrizione ad un registro
1. L’iscrizione ad un registro di un veicolo avente data di costruzione risalente almeno a venti anni prima della richiesta è subordinata al rilascio, da parte del registro presso cui è richiesta l’iscrizione, di certificato di rilevanza storica e collezionistica di cui all’articolo 4.

Articolo 4
Certificato di rilevanza storica e collezionistica del veicolo
1. Il certificato di rilevanza storica e collezionistica – conforme all’allegato 1, parte integrante del presente decreto – attesta la data di costruzione, la marca, il modello e le caratteristiche tecniche del veicolo, con specifica indicazione di tutte quelle utili per la verifica dell’idoneità alla circolazione, la sussistenza ed elencazione delle originarie caratteristiche di fabbricazione, nonché specifica indicazione di quelle modificate o sostituite.
2. Nelle ipotesi di veicoli cessati dalla circolazione o di origine sconosciuta, ai fini del rilascio del certificato di cui al comma 1, i registri devono altresì acquisire, per il tramite del richiedente il certificato di cui al comma 1, una dichiarazione rilasciata da ciascuna impresa di autoriparazione intervenuta nei lavori di recupero e/o ripristino e/o manutenzione e/o verifica del veicolo, attestante il tipo di lavori eseguiti e la esecuzione degli stessi a regola d’arte, firmata dal rappresentante legale dell’impresa medesima, con particolare riferimento agli aspetti strutturali, al gruppo propulsore, ai sistemi di frenatura e di sterzo, ai dispositivi silenziatori, nonché ai componenti della carrozzeria.
3. In ogni caso i registri non rilasciano il certificato di cui al comma 1 se non previa acquisizione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, resa dal richiedente il certificato medesimo, relativa allo stato di corretta conservazione del veicolo, con eventuale riferimento al numero degli anni trascorsi dalla data di cancellazione dal PRA, alla causa della cancellazione medesima, al luogo di conservazione del veicolo, al luogo di rinvenimento dello stesso o alle modalità di conservazione. Il registro ha facoltà di rifiutare per iscritto il certificato richiesto qualora il veicolo sia presentato in condizioni di conservazione non adeguate.

Articolo 5
Accertamento tecnico dei requisiti di idoneità alla circolazione
1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 7, comma 4, ai fini della riammissione in circolazione, i veicoli di interesse storico e collezionistico non circolanti sono soggetti ad un accertamento tecnico dei requisiti di idoneità alla circolazione, mediante visita e prova da parte dei competenti uffici del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.
2. Il veicolo per essere sottoposto all’accertamento di cui al comma 1 deve essere corredato del certificato di rilevanza storica e collezionistica.
3. L’accertamento di cui al comma 1 verte sui dati di identificazione del veicolo e sulla corrispondenza dello stesso alle prescrizioni tecniche ed alle caratteristiche costruttive e funzionali previste dall’allegato 2, parte integrante del presente decreto.

Articolo 6
Rilascio dei documenti di circolazione
1. Il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici provvede alla reimmatricolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico, che hanno superato con esito positivo l’accertamento tecnico di cui all’articolo 5, e rilascia la carta di circolazione secondo le modalità di cui all’articolo 93, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 recante “Nuovo Codice della Strada“, e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Le procedure e la documentazione occorrente per la reimmatricolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nonché le eventuali annotazioni sulla carta di circolazione, sono stabilite con disposizioni del Dipartimento per i Trasporti terrestri, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.

Articolo 7
Disposizioni per i veicoli mai dimessi dalla circolazione o radiati di ufficio
1. Le disposizioni di cui agli articoli 5 e 6 non si applicano ai veicoli di interesse storico e collezionistico che non sono mai stati dimessi dalla circolazione in ambito nazionale.
2. Le disposizioni dell’articolo 5 non si applicano ai veicoli di interesse storico e collezionistico mai dimessi dalla circolazione, provenienti da Paesi dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo, in regola con gli obblighi di legge in materia di revisione periodica.
3. Le disposizioni dell’articolo 6 non si applicano ai veicoli di interesse storico e collezionistico mai dimessi dalla circolazione, provenienti da Paesi dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. É fatta salva la normativa vigente in materia di nazionalizzazioni.
4. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 18 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e dalla relativa disciplina applicativa, le disposizioni di cui all’articolo 6 non si applicano ai veicoli che sono stati radiati di ufficio.

Articolo 8
Iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico
1. Nei casi di cui all’articolo 6, ovvero di cui all’articolo 7, comma 4, il proprietario del veicolo di interesse storico e collezionistico deve richiedere la reiscrizione al Pubblico Registro Automobilistico, secondo le disposizioni di cui all’articolo 93, comma 5, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 recante “Nuovo Codice della Strada“, e successive modificazioni ed integrazioni.

Articolo 9
Revisioni
1. I veicoli di interesse storico e collezionistico sono sottoposti con cadenza biennale a revisione periodica, di cui all’art. 80del Codice della strada, al fine di accertare che sussistano in essi le condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità e che non producano emissioni inquinanti superiori ai limiti prescritti.
2. Le revisioni sono effettuate tenendo conto dell’anno di costruzione del veicolo, secondo quanto riportato nell’allegato 3, parte integrate del presente decreto.
3. Nell’allegato 3 sono stabiliti gli elementi su cui deve essere effettuato il controllo tecnico dei dispositivi che costituiscono l’equipaggiamento del veicolo e che hanno rilevanza ai fini della sicurezza per la circolazione. Sono altresì previste modalità diverse di prove strumentali che possono essere esperite in ragione di particolari caratteristiche costruttive del veicolo.

Articolo 10
Norme finali
1. Gli allegati al presente decreto sono aggiornati con provvedimento del Dipartimento per i Trasporti terrestri, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.
Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.

La Nuova Legge Berselli approvata nel marzo 2010

Il Decreto Berselli finalmente dal 19 marzo e’ diventato Legge dello stato. Finalmente per tutti noi possessori delle storiche. Infatti per circa tre mesi il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ci ha tenuto con il fiato in sospeso tra eta’ minima,catorci ecc. La nuova norma e’ composta da dieci articoli(19277/23.25).All’Italia mancava una norma che regolamentasse questo settore e doveva recepire una direttiva comunitaria,la 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso,equiparati in tutto e per tutto ai ”rifiuti speciali” e di conseguenza soggetti alle rigide norme sulle modalita’ di smaltimento. Riassumo in sostanziali tre punti il nuovo quadro normativo che introduce importanti previsto dall’articolo 60 del Codice della Strada per l’acquisizione dello status di ”veicolo d’interesse collezionistico”. Evidenziamo il fatto che questo punto ha gia’ aperto un fronte molto polemico che minaccia di concludersi nelle aule dei trinovita,alcune agevolano il collezionismo,altre si rivelano molto limitative e discutibili nell’ottica del concetto stesso di auto d’epoca. Il Primo argomento affrontato e’ quello delle iscrizioni delle ”Nonnine” in uno dei registri storici automobilistici, Infatti l’attuale Cds riconosce solo Asi;RIAR,RSL,RIF e per le moto R.S. Fmi.E tutti gli altri Registri come ad esempio Aci, Porsche,Volvo sono rimasti esclusi.Si vedra’ solo in futuro se si trovera’ una conclusione pacifica per riconoscere tutti i registri. Per essere ritenuta storica l’auto quindi deve essere iscritta ad uno degli appositi registri(4per le auto e uno per le moto) e deve essere stata costruita da almeno 20anni prima di effettuare la richiesta.In presenza di tutti i requisiti richiesti i registri rilasciano il certificato di rilevanza storica collezionistica. Questo certificato e’ fondamentale perche’ la nostra vecchietta possa diventare un gioiello da collezione. Per ottenere la certificazione serve:i dati sul possessore del veicolo,quelli relativi alla prima immatricolazione,la data di costruzione,i dati generali ed identificativi della vettura,le caratteristiche tecniche ed eventuali parti non conformi a quelle originali perche’ sostituite. L’ultima sezione del certificato e’ dedicata alle annotazioni delle dichiarazioni delle ditte di autoriparazione.Per quanto riguarda le auto cancellate dal Pra o in possesso di documenti non piu’ validi per la circolazione i registri dovranno acquisire una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti lo stato di corretta conservazione della vettura,il luogo di ritrovamento e le modalita’ di conservazione.Poi si dovranno superare delle verifiche tecniche che garantiscono l’idoneita’ alla circolazione.

La revisione

Per la revisione si temeva che le auto d’epoca fossero costrette ad una revisione annuale.Invece e’ stata scelta la parificazione con le auto moderne ogni 2 anni.Queste operazioni possono essere fatte presso gli uffici della Motorizzazione Civile o presso le officine delegate e riconosciute da questo ente.Tuttavia per la legge restano escluse le vetture costruite prima del 1 gennaio 1960 dove la revisione potra’ essere effettuate esclusivamente dagli uffici della Motorizzazione.Salvo concedere anche per loro una deroga ”all’italiana” dove in poche parole i Club aderenti ai registri su citati possono ”trasformarsi” da associazioni a veri e propri enti commerciali,cambiando in realta’ la loro natura e la loro stessa ragion d’essere espletando l’operazione della revisione.(”al fine di ridurre gli eventuali disagi nei casi in cui sussiste l’obbligo di sottoporre i veicoli alla revisione esclusivamente presso le sedi degli uffici della M.C ,si dispone che i registri,attraverso i propri club o i propri esaminatori regionali,possono presentare ai competenti uffici richiesta di espletamento delle operazioni di revisione dei veicoli”)

Bollo auto

Vi segnaliamo che i cittadini proprietari di veicoli di particolare interesse storico, ai sensi dell’articolo 63, comma 2 della legge n.342/2000, possono richiedere l’esenzione dalla tassa automobilistica mediante un’autocertificazione, non occorrendo obbligatoriamente a tal fine l’iscrizione all’Automotoclub Storico Italiano (ASI).
In merito all’argomento riportiamo il testo integrale di un articolo di Antonio G. Paladino apparso sul quotidiano “ItaliaOggi” in data 23 gennaio 2009.

Per attestare l’interesse storico e collezionistico degli autoveicoli e dei motoveicoli immatricolati da almeno venti anni, ai fini dell’esenzione dalla tassa automobilistica, è sufficiente che il proprietario rediga un’autocertificazione dei presupposti contenuti all’articolo 63, comma 2 della legge n.342/2000, non occorrendo l’iscrizione all’Automotoclub Storico Italiano (ASI). Diversamente, la normativa richiamata sarebbe incostituzionale in quanto porterebbe alla conclusione che l’ASI, che rilascia le certifi cazioni di interesse storico, si sostituirebbe, senza titolo, ad un ufficio impositore pubblico. È quanto ha messo, nero su bianco, la Commissione tributaria provinciale di Bologna, sez. XII, nel testo della sentenza n.207/12/2008, con la quale ha fornito, per la prima volta sul panorama giurisprudenziale, un’interessante interpretazione delle norme contenute all’articolo 63 della legge n.342/2000, in materia di esenzione dalla tassa auto. Come si ricorderà, tale disposizione prevede che l’esenzione dal bollo spetta (oltre ai veicoli e motoveicoli ultratrentennali) anche a quelli con almeno venti costruzione, sono individuati, con propria determinazione aggiornata annualmente, dall’Automotoclub Storico (comma 3 della disposizione in esame). Su impulso di un cittadino, che contestava una cartella di pagamento, per l’omesso versamento della tassa auto, il collegio tributario bolognese ha pertanto sciolto il nodo principale della questione. In pratica, se occorre obbligatoriamente o meno l’iscrizione all’ASI ovvero ad altro registro storico, per fruire dell’agevolazione. Il collegio ha sancito che basta un’autocertificazione per attestare l’interesse storico e collezionistico dei veicoli. In primo luogo, tale conclusione è dettata dall’articolo 18 della Costituzione, secondo il quale l’adesione alle associazioni è libera (e l’ASI è un’associazione di diritto privato). Per cui, l’adesione non deve essere correlata a vantaggi «non diversamente ottenibili se non iscrivendosi all’associazione unica». In conclusione, scrive il collegio nella sentenza in esame, l’unica interpretazione della norma è quella di garantire comunque l’accesso alle agevolazioni per i soggetti titolari di veicoli che rientrano tra i presupposti della norma, «invece di obbligare i proprietari ad aderire all’unica associazione certificatrice individuata dalla legge». Diversamente, si legge, si arriverebbe alla conclusione che l’ASI si sostituisce senza titolo ad un ufficio impositore pubblico, rilasciando, in regime di monopoli, certificati di agevolazione fiscale.

Revisione Auto Epoca

Qui di seguito trovate alcuni stralci e commenti sul famigerato art.80 del Nuovo codice della Strada. A seguire il commento suffragato dalla riunione Asi tenuta a Forlì in primavera e dalle direttive attualmente in vigore.
L’art.80 del codice della strada regola il controllo dell’efficienza sui mezzi circolanti. In particolare detta le scadenze periodiche alle quali detti mezzi debbono sottostare alla “revisione” per poter essere riammessi a circolare. In pratica si va alla motorizzazione civile o presso le officine autorizzate dove tecnici dotati di particolari macchine mettono alla prova i mezzi circolanti. Lo stesso articolo di legge al punto 3 cita che:
3. Per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo la revisione deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, nel rispetto delle specifiche decorrenze previste dalle direttive comunitarie vigenti in materia.
Allo stesso tempo il “Nuovo codice della strada”, decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

TITOLO III – DEI VEICOLI.

Capo I – DEI VEICOLI IN GENERALE

Art. 47. Classificazione dei veicoli.

1. I veicoli si classificano, ai fini del presente codice, come segue:

a) veicoli a braccia;
b) veicoli a trazione animale;
c) velocipedi;
d) slitte;
e) ciclomotori;
f) motoveicoli;
g) autoveicoli;
h) filoveicoli;
i) rimorchi;
l) macchine agricole;
m) macchine operatrici;
n) veicoli con caratteristiche atipiche
Art. 59. Veicoli con caratteristiche atipiche.

1. Sono considerati atipici i veicoli elettrici leggeri da città, i veicoli ibridi o multimodali e i microveicoli elettrici o elettroveicoli ultraleggeri, nonché gli altri veicoli che per le loro specifiche caratteristiche non rientrano fra quelli definiti negli articoli dal 52 al 58.

2. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, sentiti i Ministri interessati, stabilisce, con proprio decreto:
a) la categoria, fra quelle individuate nei suddetti articoli, alla quale i veicoli atipici devono essere assimilati ai fini della circolazione e della guida;
b) i requisiti tecnici di idoneità alla circolazione dei medesimi veicoli individuandoli, con criteri di equivalenza, fra quelli previsti per una o più delle categorie succitate.

La revisione degli autoveicoli di norma avviene dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due anni.
Vi sono poi alcune categorie di veicoli che devono annualmente sottostare alla revisione. Sono i veicoli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a nove compreso quello del conducente, gli autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i taxi, per le autoambulanze, per i veicoli adibiti a noleggio con conducente e per i veicoli atipici. Sono logicamente esclusi dalla revisione annuale i veicoli che siano stati immatricolati per la prima volta nell’anno. In tutti e due i casi i carrelli targati collegati ai veicoli seguono la revisione del mezzo principale.

MORALE: a tutt’oggi i veicoli con oltre 20 anni devono fare la revisione ogni 2 anni, ma, come prevede la legge, se essi sono iscritti ad un qualche registro che ne attesti il valore di storicità, rientrano nella categoria N dei veicoli atipici e pertanto devono fare la revisione ogni anno.
I registri attuali nei quali sono iscritti mezzi storici sono più di uno: registro Fiat, Guzzi, FMI, Lancia, Alfa Romeo, ASI, Autobianchi etc.
Novita’ in arrivo

Il Senatore Filippo Berselli assieme al presidente dell’Automotoclub Storico Italiano ASI Roberto Loi hanno di recente presentato l’introduzione di nuove norme per le auto d’epoca. Il decreto Ministeriale, dovrebbe entrare in vigore a breve, e modificherà la frequenza di revisione delle auto d’epoca che da annuale passerà a biennale. Per quanto riguarda le auto costruite dopo il 15 Giugno 1976 devono rispettare le norme relative a cinture di sicurezza, fanaleria, retrovisori, i pneumatici devono essere uguali o equivalenti a quelli indicati sulla carta di circolazione. Tutti i veicoli a motore con data di costruzione antecedente il 1°gennaio 1960 vanno revisionati esclusivamente presso i Centri Provinciali della Motorizzazione Civile. Ci sono novità per quanto riguarda determinati aspetti del collezionismo, infatti un progetto di legge prevede che le auto storiche non debbano essere considerate un patrimonio tassabile, inoltre l’età minima affiché un veicolo possa essere considerato d’ epoca salirà da 20 a 25 anni. I veicoli più recenti ma comunque di interesse storico verranno introdotti in un apposito elenco, ai fini dell’ agevolazione sul pagamento di bolli ed assicurazioni. Altra novità comprende la possibilità di reimmatricolare un veicolo con le sue vecchie targhe ma con l’aggiunta della lettera H quando avrà raggiunto 25 dalla data di costruzione.
LA PROBABILE NUOVA LEGISLAZIONE

Alla Fiera Auto e Moto d’Epoca di Padova, una delle tavole rotonde più attese si è svolta tenuta nella giornata di domenica 25 ottobre 2009 presso lo stand ASI, alla presenza del Senatore Filippo Berselli: l’argomento era, infatti, la descrizione delle novità legislative in merito ai veicoli storici, che entreranno in vigore entro la fine dell’anno.
Diverse le novità: la revisione dei veicoli storici, che diventa biennale anche per quelle auto che finora dovevano sostenere una revisione annuale; l’eliminazione della categoria dei “veicoli atipici” (come ambulanze e veicoli di soccorso); l’obbligo di conservazione delle caratteristiche costruttive e funzionali corrispondenti al certificato di interesse storico e collezionistico; il rispetto delle norme sulle cinture di sicurezza (per veicoli costruiti dopo il 15 giugno 1976), sulle apparecchiature visive d’illuminazione, su specchietti (scarica il pdf sugli specchietti) e pneumatici, questi ultimi conformi o equivalenti per dimensioni e caratteristiche a quelli originari.

Per un problema informatico, i veicoli anteriori al 1 gennaio 1960 dovranno effettuare la revisione presso i Centri Provinciali della Motorizzazione – anche se, in alcuni casi, i numeri di telaio non compatibili sono talora presenti nella base dati delle singole officine; ci sarà comunque la possibilità di scegliere sedi diverse e concordate con i Club. I parametri per la corretta revisione dei veicoli storici sono stati ridefiniti, testandoli su situazioni concrete.

Altro punto importante è che un “veicolo storico” potrà essere definito tale dopo aver compiuto i 25 anni di età (non più 20, dunque), mentre i veicoli di interesse storico con età inferiore ai 20 anni saranno inseriti in un apposito elenco (aggiornato entro fine ottobre da Costruttori, ASI, Registri di Marca e FMI), che permetterà la loro radiazione parziale, con esenzione di bollo e assicurazione; queste vetture, lasciate ferme per 5 anni, potranno essere reimesse in circolazione e reimmatricolate con le loro targhe antecedenti. Le auto storiche saranno identificate con un adesivo con la lettera “H”.

Le certificazioni saranno sempre demandate ad ASI, Registri Alfa Romeo, Fiat, Lancia e FMI e ad associazioni rappresentative che dovranno rispondere a specifici parametri di “storia” e diffusione territoriale del sodalizio; è stato inoltre precisato che il possesso di uno o più veicoli storici non costituisce indice di capacità contributiva.

Sarà sempre compito dei comuni l’eventuale limitazione della circolazione dei veicoli storici nel territorio di pertinenza; le nuove norme e i nuovi parametri di revisioni dovrebbero però convincere più facilmente di come l’inquinamento atmosferico delle vetture d’epoca, che sono poche e percorrono pochi chilometri, non dovrebbe essere considerato significativo.

Non tutte le indicazioni espresse nel disegno di legge sono, in effetti, condivise dalle associazioni nazionali di veicoli d’epoca: ad esempio, l’Associazione Amatori Veicoli Storici (AAVS) avrebbe auspicato l’applicazione della definizione di “veicolo storico” adottata dalla federazione internazionale FIVA; la libera circolazione nelle Zone a Traffico Limitato (non equiparando l’auto storica ad una “semplice” Euro 0); il rilascio di un Certificato di Storicità dietro il pagamento delle spese di Segreteria, senza obbligo di iscrizione ad una associazione; l’innalzamento a 30 anni per la definizione di auto d’epoca, e la selezione, con criteri oggettivi, di veicoli di età inferiore meritevoli di un ritiro temporaneo dalla circolazione (non la radiazione) e del pagamento di una tassa di circolazione (non di possesso).

Vedremo, comunque, se la legge subirà alcune modifiche “dell’ultim’ora” prima della sua definitiva applicazione, e se produrrà dei mutamenti significativi nella gestione del mondo dell’automobilismo d’epoca, un settore sempre più in crescita, e il cui valore storico-culturale è ormai globalmente riconosciuto.

BOLLO AUTO AGEVOLATO

In occasione della manifestazione Auto e Moto d’Epoca 2009 di Padova, Il Senatore Filippo Berselli ed il presidente ASI Roberto Loi hanno esposto le novità legislative relative al mondo delle auto storiche. Il decreto Ministeriale, che entrerà in vigore tra pochi giorni, modifica le regole relative alla revisione dei veicoli storici: da annuale passa a biennale, come tutti i veicoli con più di 4 anni di vita. I veicoli costruiti dopo il 15 Giugno 1976 dovranno rispettare le norme relative alle cinture di sicurezza, alle apparecchiature visive d’illuminazione, agli specchi e retrovisori, ai pneumatici con dimensioni e caratteristiche identiche o equivalenti a quelli d’origine. I veicoli costruiti prima del 1°gennaio 1960 dovranno effettuare la revisione presso i Centri Provinciali della Motorizzazione, in quanto il sistema informatico della stessa non è compatibile con i dati di identificazione utilizzati a quel tempo. Il Senatore Berselli ha poi esposto il progetto di legge di cui è firmatario, che prende in considerazione molti aspetti del collezionismo. Il progetto prevede che le auto storiche possedute non costituiscano indice di capacità contributiva e che l’età minima dei veicoli sia alzata da 20 a 25 anni. Per i veicoli più giovani sarà creato un apposito elenco, in modo da consentire una parziale radiazione per evitare bolli ed assicurazioni. Il veicolo potrà essere reimmatricolato con le vecchie targhe (con l’aggiunta della lettera H) al raggiungimento dei 25 anni di anzianità e l’elenco sarà aggiornato ogni anni da Costruttori, ASI, Registri di Marca e FMI. Le certificazioni saranno demandate, come oggi, ad ASI, Registri Alfa Romeo, Fiat, Lancia e FMI e ad associazioni che dovranno rispettare alcuni parametri ed essere riconosciute dalla FIA o dalla FIVA.
Auto d’epoca o d’interesse storico o collezionistico?

Con AUTO D’EPOCA si intendono tutti quei veicoli cancellati dal PRA, E non adeguati, per requisiti ed equipaggiamenti, all’ammissione alla circolazione, E riconosciuti idonei dalla Direzione Generale della Motorizzazione Civile
Le congiunzioni sono in maiuscolo perché individuano i tre requisiti essenziali per definire un mezzo come auto d’epoca. In sostanza innanzi tutto sono veicoli sprovvisti di targa o di qualsivoglia titolo abilitativo alla circolazione, e possono circolare solo con la cosiddetta targa di cartone in occasione delle manifestazioni. Sono quindi rigorosamente mezzi radiati dal PRA, visionati da tecnici della Motorizzazione Civile per verificare che siano in condizioni manutentive ottimali ed iscritti in apposito elenco tenuto dalla stessa. Inoltre non devono essere riammissibili alla normale circolazione perché non idonei alla stessa. Fino alla prima metà degli anni novanta erano tali solo i veicoli con caratteristiche tecniche antiquate, quali ad esempio la dotazione di freni su un solo asse (come la Ford T di Stanlio e Ollio, o i quadricicli dell’800). Oggi sono tali tutte le auto non catalizzate, poiché, come si sa, non possono essere immatricolate per vie ordinarie auto che non siano catalitiche. A rigore la terminologia AUTO D’EPOCA, tuttavia entrata nell’uso comune per definire le auto anziane, riguarda solo veicoli non provvisti di targa e non reimmatricolabili. Con AUTO DI INTERESSE STORICO si intendono tutti quei veicoli che abbiano una STORIA da raccontare, perché appartenuti a personaggi famosi o resi celebri da qualche evento o per ragioni tecniche. E’ una definizione che riguarda rigorosamente il singolo esemplare, non il modello in generale. E’ infatti un auto “storica” per esempio l’A112 in cui venne ucciso il Generale Dalla Chiesa, ma non tutte le A112. E’ storica la CX 2000 Pallas in cui venne ucciso il giornalista Mino Pecorelli, ma non tutte le CX 2000 Pallas. Sono storiche l’Alfa Romeo del Duce, la DS in cui subì l’attentato il Generale De Gaulle o, per ragioni tecniche, la prima Ferrari (Auto Avio) o l’ITALA del raid Pechino-Parigi. Con AUTO DI INTERESSE COLLEZIONISTICO si intendono tutti quei veicoli che qualcuno può avere voglia di collezionare, senza riferimento al fatto che possano avere un valore particolare e col solo requisito di essere in condizioni decorose, cioè siano almeno ISCRIVIBILI all’ASI (non necessariamente OMOLOGABILI, ma questo è un altro discorso). Sono in sostanza tutti quei veicoli che abbiano più di venti anni e che siano in condizioni manutentive accettabili. Non si parla di valore commerciale o di prestigio, ma solo si ammette il fatto che qualcuno possa in linea ipotetica avere intenzione di collezionarli, per i più disparati motivi. Questo consente di abbracciare nella dizione “interesse collezionistico” praticamente tutto il patrimonio automobilistico ultraventennale, purchè TARGATO (condizione indispensabile, stando all’art. 60 comma 4 del Codice della Strada). Salvo per le vetture oggettivamente prestigiose, l’appetibilità collezionistica è infatti un concetto legato a criteri emotivi e quindi non disciplinati o regolamentati dal Codice Civile o da altre fonti. Dal punto di vista pratica tuttavia le tre denominazioni, salvo forse la prima, sono sostanzialmente equivalenti, ed indifferentemente utilizzate nell’uso. In pratica un auto di interesse storico o un’auto d’epoca possono avere anche meno di 20 anni (ma la storicità deve essere riconosciuta dall’ASI), viceversa obbligatori per le auto di interesse collezionistico. Sono infine soggette a revisione annuale solo le auto d’epoca, poiché assimilate ai veicoli atipici. Auto di interesse storico e di interesse collezionistico sono invece soggette alla revisione biennale, come tutte le auto normali.

Per info: manda mail a raffaplymouth@oldamericars.com
Thanks to www.legendhistoriccar.com