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Ogni generazione ha una vettura che cattura
l’immaginazione degli appassionati, trasformando l’dea del semplice
trasporto in un ideale artistico. Tornano in mente nomi come Cunningham,
Allard, Cobra e Testa Rossa — automobili che univano prestazioni incredibili
con linee eccezionali. Sin dal suo debutto sotto forma di prototipo
all’inizio del 1989, Dodge Viper si è infatti guadagnata la reputazione
della paradigmatica macchina sportiva americana. |
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Tutto ebbe inizio quando si accese una scintilla nella
mente di alcuni appassionati alla vecchia Chrysler Corporation, che a sua
volta si propagò all’interno di un gruppo di tecnici che sarebbero poi stati
chiamati "Team Viper". La prima considerazione fatta dai primi componenti
del "Team Viper" fu che una vettura sportiva veramente leggendaria poteva
essere creata soltanto eliminando tutti gli elementi superflui. La cosa più
importante era muovere una o due persone alla massima velocità possibile e
con le prestazioni più forti che un buon pilota potesse ottenere da un
motore potente unito ad un autotelaio comunicativo. |
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Con queste idee in mente, presso l’ Advanced Styling Studio di Chrysler Corporation fu progettato un prototipo chiamato Viper RT/10. La sua prima apparizione pubblica avvenne al North American International Auto Show di Detroit il quattro gennaio 1989, con lo scopo di sondare la reazione del pubblico al concetto di una vettura sportiva costruita in serie limitata, dalle altissime prestazioni e dall’impostazione tecnica tradizionale. La reazione fu a dir poco entusiastica.Gli ordini iniziarono ad arrivare in fabbrica ancor prima che il Salone avesse chiuso i battenti. Chrysler Corporation decise immediatamente di studiare la fattibilità della trasformazione del prototipo Viper RT/10 in una vettura prodotta in serie limitata, in meno di tre anni. Nei mesi seguenti, "Team Viper" incontrò tutti i potenziali fornitori, studiò tecniche produttive specifiche ed analizzò vari approcci ingegneristici che avrebbero potuto permettere la produzione di questa incredibile roadster all’interno della tempistica e del budget previsti. Nel maggio del 1990, i mesi di intensi studi e prove culminarono con l’annuncio da parte di Chrysler Corporation della luce verde al progetto Viper. A quel punto si trattava solo di usare i computer e l’esperienza dei tecnici per trovare il modo più efficiente di fare le cose. L’inizio della produzione di Viper RT/10 era previsto in soli 18 mesi. |
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Una volta accettata l’idea iniziale, fu deciso di sviluppare Viper RT/10 utilizzando il concetto di platform team. Il risultato fu un gruppo indipendente creato all’interno di Chrysler Corporation, che stabili’ i propri obbiettivi e creò rapporti indipendenti con i fornitori. Fu necessario esaminare una quantità di autocandidature di fanatici dichiarati tra gli ingegneri, i designer e i dirigenti Chrysler, alla ricerca di quei pochi che avrebbero fatto parte del gruppo, pronti a fare qualsiasi cosa fosse necessaria per creare e produrre una specialissima vettura ad alte prestazioni. "Team Viper", operando da una zona di massima sicurezza posta all’interno del centro di ricerca, iniziò un periodo di tre anni estremamente intensi. Le sue attività spaziavano dall’Italia — dove fu perfezionato il blocco motore in alluminio — ai circuiti di Nelson Ledges e Road Atlanta — dove furono messi a punto la meccanica e l’autotelaio, che non avevano nulla in comune col resto della produzione. I componenti della squadra lavorarono a stretto contatto con i più importanti fornitori per sviluppare le componenti specifiche destinate a Viper RT/10, che non solo avrebbero dovuto resistere ai tremendi stress determinati dalla guida sportiva, ma avrebbero dovuto contribuire all’ottenimento delle prestazioni. Alcuni prototipi, o "muletti", furono realizzati per studiare le caratteristiche dinamiche del progetto. Dopo un solo anno dall’apparizione del prototipo Viper al Salone, un muletto con motore V8 era già in prova. Pochi mesi dopo, un'altra vettura sperimentale, dotata di motore V10 con blocco in ghisa, si uni’ alla flotta. Nel maggio del 1990, dopo mesi di studi e test molto intensi, Chrysler Corporation annunciò che Viper sarebbe stata prodotta, con un motore V10 in alluminio. Nel maggio 1991, Viper RT/10 fu utilizzata come "Pace Car" alla 75.ma 500 Miglia di Indianapolis, alimentando l’interesse del pubblico. Finalmente, nel dicembre del 1991, le prime Viper RT/10 rosse uscirono dalla linea di produzione dello stabilimento New Mack Avenue — tre anni dopo il trionfo del prototipo al Salone del 1989. |
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Nel gennaio del 1992, la versione di serie di Dodge Viper fu presentata al pubblico al North American International Auto Show di Detroit. Nell’aprile di quello stesso anno, uno dei prototipi fu donato al museo Indianapolis Motor Speedway Hall of Fame. Nel 1993, fu reso disponibile il colore nero. Il noto anchorman televisivo Jay Leno, collezionista di auto d’epoca, acquistò il primo esemplare. Nel 1994 furono aggiunte le verniciature gialla e verde smeraldo. Nel Novembre del 1995 la produzione di Viper fu spostata nello stabilimento di Conner Avenue, dove rimane a tutt’oggi. Alla versione RT/10 nel 1996 si aggiunse la Viper GTS. Presentata al pubblico al Salone di Detroit del 1994, fu poi scelta come pace car per la 500 Miglia di Indianapolis del 1996, contemporaneamente all’inizio della sua produzione, in maggio. Come era avvenuto per Viper RT/10, anche Viper GTS mise alla prova la pazienza degli appassionati prima di ottenere l’OK alla produzione. Nell’agosto del 1995, Dodge presentò un prototipo della coupé GTS, blu con la doppia striscia bianca, in occasione del secondo raduno Dodge Viper Owner Invitational di Monterey, California, riservando una offerta esclusiva ai proprietari di Viper — la possibilità di acquistare le primissime GTS prodotte. Più di tre quarti della produzione prevista per il 1996, 1700 unità, fu prenotata sul posto. La Roadster era stata progettata per un pilota amante del vento nei capelli. La GTS coupé aveva la stessa capacità di esaltare i sensi, ma in un modo più raffinato. Lo scopo del progetto era ben più profondo che semplicemente aggiungere il tetto a Viper: si trattava di creare la nuova versione GTS sulla scia delle più importanti Gran Turismo del mondo. Viper GTS si sarebbe indirizzata ad un pubblico più vasto, tra cui —ad esempio- professionisti interessati alle auto sportive, in aggiunta agli appassionati ‘puri e duri’ che si identificavano con la Roadster. I tecnici volevano che la coupé mantenesse l’agilità tipica della Roadster malgrado l’aggiunta del tetto e dei meccanismi degli alzavetri. Per ottenere che la Coupé avesse un peso comparabile con quello della Roadster originale, la vettura fu sottoposta ad una vera e propria dieta. Anche se la GTS e la RT/10 sono molto simili, più del 90% della Coupé era nuovo.Ogni parte della vettura fu sottoposta ad un approfondito esame per migliorarla, con un risultato apprezzabile: la GTS con impianto di aria condizionata pesava quasi 46 chili meno della RT/10 del 1994, priva di aria condizionata. Altri cambiamenti significativi, introdotti con la GTS nel 1996 e adottati anche dalla RT/10, permisero la riduzione del peso di ben 91 chili. Tra gli altri, le sospensioni realizzate interamente in alluminio ed un telaio riprogettato. Altri interventi di alleggerimento erano stati distribuiti su tutta l’automobile. Sulla GTS, l’alleggerimento proporzionalmente maggiore fu ottenuto nel motore e nell’impianto di raffreddamento, dove furono ‘persi’ quasi 40 chili. Un totale di 14,000 Viper circolano sulle strade e sulle piste di tutto il mondo, in mano a clienti estrememente fedeli ed appassionati. Il Viper Club of America conta più di 3600 soci, oltre a 40 Viper Club affiliati in tutto il mondo, 33 dei quali negli Stati Uniti. Non esiste un’altra automobile confrontabile a Dodge Viper GTS Coupé e RT/10 Roadster. Ed ognuna delle due versioni è fedele all’obbiettivo del "Viper Team": creare la massima espressione dell’auto sportiva americana. |
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