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Il 25 Luglio 1956 durante il tragitto della sua 101° traversata l'Andrea Doria entrava in collisione con la motonave rompighiaccio Stockholm. Entrambi gli equipaggi a causa di un banco di nebbia fittissimo si accorsero troppo tardi dell'imminente collisione. Le due navi si scontrarono nell'oceano, la prua della Stockholm fece scempio nella fiancata della nave Italiana. L'andrea Doria dopo un'agonia di molte ore affondò nell' oceano posandosi sul fondale a circa 225 piedi. | ||||
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In quel giorno sventurato perirono 46 persone sulla nave Italiana su un
totale di 1088 passeggeri, 5 sulla Stockholm. Insieme a quelle persone
scivolarono negli abissi il sogno e la bellezza di una delle piu' belle navi
mai costruite. L'Andrea Doria misurava 697 piedi , affidata al comando del
Capitano Piero Calamai compiva la traversata da Genova a New York
trasportando ad ogni viaggio attori, gente famosa, in un clima di
spensierata allegria e mondanità su quella che allora veniva chiamata "la
rotta del sole". Nave famosa, forse la piu' bella realizzazione nautica
dell'epoca per il lusso degi arredamenti, l'impeccabile servizio a bordo
essa rappresentava l' Italia nel mondo in modo strepitoso ed orgoglioso .
Le sue stive ad ogni viaggio venivano riempite di merci ed oggetti spesso
preziosissimi, nell suo ultimo tragico viaggio venne caricata a bordo
un'auto splendida in esemplare unico. Una Chrysler carrozzata Ghia della
quale in esclusiva mondiale possiamo presentarvi una documentazione
fotografica ovviamente eseguita prima dell'imbarco della vettura sull'Andrea
Doria in quel tragico ultimo viaggio. Ora questa magnifica vettura giace nelle profondità marine , forse non la vedremo mai piu'. Qualcuno vuole provare a recuperarla ? Se volete tentare ecco l'esatta posizione dell' Andrea Doria.
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| La Ghia Norsemann fu costruita in 15 mesi di duro lavoro nello stabilimento Ghia di Torino. Vettura spettacolare in esemplare unico commissionata dalla Chrysler doveva essere la vettura piu' automatica del mondo" Le caratteristiche strutturali e costruttive erano di altissimo livello, non esistevano piantoni e montanti a sostegno del tetto. L'abitacolo risultava essere completamente a giorno pur assicurando la resistenza e robustezza necessaria . Il lunotto posteriore era a scomparsa nell'intercapedine del tetto la coda slanciata con cromature spettacolari. |
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Gli interni erano semplicemente spettacolari, i sedili parzialmente rivestiti in pelle con inserti nei pannelli in lega di alluminio anodizzato. Sul cruscotto punteggiato dai vari bottoni e manopole cromate dei vari meccanismi ed automatismi spiccavano i due grandi quadranti circolari quasi sospesi alla struttura. Il tunnel centrale ospitava la trasmissione la radio e una lampada di illuminazione a luce diffusa. Costruita in esemplare unico questa vettura non venne mai ricostruita, 15 mesi di lavoro ed ingegno sono racchiusi in fondo l'oceano chiusi nelle stive di un'altro splendido lavoro dell'industria italiana l'Andrea Doria. | ||||
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Fonti : http://www.riekmann.prohosting.com/ http://www.zarattini.com/ |
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