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Non ha paragoni nel mondo. Ogni appassionato di corse dovrebbe andarci una volta nella vita come un musulmano alla Mecca....La Indy 500 è la corsa delle corse. Si corre sulla pista più antica del mondo fin dal lontano 1911 dove Ray Harroun si aggiudicò l'allora competizione al volante di una Marmon Wasp. La pista ai tempi era in terra battuta. Successivamente venne ricoperta da milioni di mattoni per poi essere asfaltata durante 'l'era moderna'. Di questa primordiale copertura rimane la mitica linea del traguardo (BrickYard).Da allora la corsa si è sempre svolta tranne che negli anni 1917/18 e 1942/45 a causa delle due guerre mondiali. La distanza classica di 500 miglia è stata decisa proprio nel 1911 quando i gestori dello speedway Carl Fisher e i suoi soci decisero di concentrare i diversi eventi sportivi in un unico grande evento che iniziasse a metà mattinata per finire la sera tardi. La distanza di 500 miglia era opportuna allo scopo e Harroun concluse la gara in 6 ore, 42 minuti e 8 secondi (la gara oggi si conclude in circa 3 ore). Il circuito è stato inaugurato nel 1909 e da allora la sua forma e la sua lunghezza di 2.5 miglia sono rimaste immutate. Le curve hanno un banking esattamente di 9°,12' (non tantissimo rispetto ad altri speedway come Fontana o Las Vegas). I piloti che detengono il record di 4 vittorie alla 500 miglia sono A.J. Foyt negli anni 1961, 1964, 1967, 1977, Al Unser nel 1970, 1971, 1978, 1987 e Rick Mears negli anni 1979, 1984, 1988, 1991. Il pilota più giovane a vincere la 500 miglia di Indianapolis fu Troy Ruttman all'età di 22 anni e 80 giorni nell'edizione numero 36 il 30 maggio del 1952 mentre il pilota più 'anziano' a vincere fu Al Unser senior all'età di 47 anni e 360 giorni durante l'edizione numero 71 il 24 maggio del 1987. Una caratteristica tradizionale delle gare USA prevede che i piloti abbiano una longevità sportiva di tutto rispetto. |
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![]() Il mitico totem e sullo sfondo La Pagoda |
![]() Vista dal Penthaus E |
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![]() L'ingresso del complesso |
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L'immensa coppa riporta in rilievo il ritratto di tutti i suoi vincitori che rimangono così impressi nella storia della corsa per sempre. Inoltre, ogni vincitore riceve il mitico anello che porterà al dito per tutta la vita. Il vincitore della 500 miglia di indianapolis, inoltre per tradizione sulla Victory Lane beve una pinta di latte. Tale tradizione è iniziata con Louis Meyer, vincitore di ben 3 edizioni, abituato a bere latte per rinfrescarsi nei giorni caldi. Cosa che fece anche dopo aver vinto l'edizione del 1936 proprio in Victory Lane. Un dirigente della Milk Foundation nel vedere una foto del momento pubblicata sui giornali dell'epoca fiutò l'affare e si prodigò per far si che la cosa venga ripetuta anche l'anno successivo. Divenne così tradizione della 500 Miglia di Indianapolis. Tra il 1947 e il 1955 la tradizione si interruppe (senza un particolare motivo) ma venne poi ripresa nel 1956 e dura tutt'ora. Quattro donne hanno partecipato alla corsa durante le sue edizioni, Janet Guthrie (1977-79) che partecipò anche alla 500 Miglia di Daytona, Lyn St. James (1992-97, 2000), Sarah Fisher (2000-04) e la bellissima Danica Patrick che nel 2005 è giunta quarta assoluta dopo essere addirittura (prima donna nella storia) rimasta al comando per diversi giri. |
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Il trofeo che viene assegnato al vincitore della competizione si chiama Borg-Warner Trophy. Venne commissionato nel 1935 dalla Borg-Warner Automotive Company e venne assegnato per la prima volta nel 1936, a Louis Meyer vincitore dell'edizione di quell'anno. Otto rookie (ovvero alla prima partecipazione) riuscirono a vincere la mitica corsa e furono Ray Harroun (1911, nella corsa inaugurale), Jules Goux (1913), Rene Thomas (1914), Frank Lockhart (1926), George Souders (1927), Graham Hill (1966), Juan Pablo Montoya (2000) ed Helio Castroneves (2001). Per tradizione, 'solo' 33 auto sono ammesse alla gara e durante tutto il mese di maggio si svolgono decine di prove di qualificazione. Nell'edizione inaugurale parteciparono alla gara 40 auto mentre solo 30 parteciparono alle edizioni successive fino al 1915 dove divennero effettivamente 33. Negli anni a venire il numero di auto cambiò diverse volte (nelle edizioni del 1979 e del 1997 fu di 35) ma 33 è il 'numero perfetto' in relazione alle dimensioni del circuito e alla distanza media che le auto tengono tra di loro. Il giro più veloce di tutti i tempi ufficialmente lo corse Arie Luyendyk durante le qualifiche il 12 maggio del 1996 a 237.498 mph (in qualifica conta la velocità media sul giro non il tempo). Non ufficialmente però corse a 239.260 il 10 maggio, 1996. |
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Durante i giorni dell'evento intorno allo Speedway si scatenano i race fans. Fiumi di birra, carne allabrace migliaia di camper popolano la zona. Alla sera il tasso alcolico sale in maniera esponenziale e branchi di scalmanati al grido di 'SHOW YOUR TITS..' percorrono le strade intorno al circuito a caccia di signorine desiderose di mostrare le proprie bellezze....Musica balli e divertimento scatenato tutta la notte prima della gara. Insomma chi ama le corse deve almeno una volta nella vita andare alla 500 miglia di Indianapolis. I posti migliori sono sulle tribune esterne più in alto che si può. Noi eravamo al Penthaus E un posto fantastico dal quale si vedeva tutta la pista. Il giorno prima della gara inoltre si svolge per le strade del centro di Indianapolis la famosa parata con l'esposizione della coppa e dell'auto vincitrice dell'edizione precedente. Qui pubblicate sono le foto della nostra esperienza all'edizione del 2000 vinta dal futuro pilota di Formula Uno Juan Pablo Montoya. |
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